Tour Ronde – Parete Nord

Tour Ronde – Parete Nord
Un altro pezzettino di C.A.Z. sulla Nord della Tour Ronde

Sabato 21, alle 15 circa, siamo al Rifugio Torino: l’obbiettivo per il giorno dopo è salire la Parete nord della Tour Ronde. Siamo a caccia di informazioni sulle condizioni della parete, tra i turisti in scarpe da ginnastica, saliti a scattare qualche foto panoramica, cerchiamo di bloccare chiunque abbia un imbrago con qualche vite da ghiaccio appesa. Le informazioni che ricaviamo sono incoraggianti: la traccia c’è, è su neve, le condizioni sono buone. Cena a base di risottini liofilizzati e per le 21 siamo a letto, fuori il tempo è splendido. Suona la sveglia poche ore dopo, alle 3,15, dalla finestra il meteo non è incoraggiante: visibilità zero, una “nebbia” fittissima avvolge tutta la zona. Vabbè migliorerà. Colazione rapida e poco prima delle cinque siamo sul ghiacciaio, le frontali bucano la nebbia giusto per farci vedere il passo successivo e niente più, andiamo avanti a senso e con l’aiuto del gps, in poco più di un’ ora e mezza siamo sotto la parete. Il meteo è nettamente migliorato, lo spettacolo è la solita meraviglia del massiccio del Monte Bianco. Brevemente discutiamo se lasciare le ciaspole alla base della parete, alla fine decidiamo di portarcele negli zaini, una decisione che al pomeriggio risulterà davvero saggia…
Ramponi ai piedi e piccozze in mano attacchiamo la parete, dopo il primo breve pendio il primo ostacolo che ci porterà via quasi un’ora, la crepaccia terminale è coperta da ponti di neve inconsistente, la superiamo scavando e bestemmiando in mezzo alla polvere, non è certo un ottimo inizio. Siamo in parete e il primo pendio nevoso sui 50 gradi ce lo mangiamo in mezz’ora, siamo all’ingresso della goulotte dove dovrebbe esserci una bella sosta a spit… e invece niente, vabbè insomma siamo su una nord in montagna mica possiamo pretendere gli spit! D. mette due bei chiodi nel granito e parte, 60 metri su ghiaccio intorno ai 60/65 gradi; il ghiaccio non è certo ottimo, a tratti molto spaccoso, in altre parti marmoreo, comunque arriva in cima al tiro dove dovrebbe esserci una sosta…invece anche stavolta ci si deve arrangiare, sosta su ghiaccio! Intanto arrivano i primi acciacchi, una febbre in rapida risalita per uno, una caviglia dolorante per un altro, la velocità diminuisce… Secondo tiro breve in goulotte con traverso su ghiaccio e poi finalmente una bella sosta con due spit luccicanti ai quali ci assicuriamo con grande piacere… Ripartiamo su neve senza il buon ritmo del primo pendio, la pendenza è costante sui 50/55 gradi; dopo una bella faticata siamo fuori, sulla crestina che divide la Nord dal canale Gervasutti, il primo di cordata esulta con un “Sto male ma godo!”. Affrontiamo il breve tratto di misto dell’anticima, lasciamo perdere i pochi metri che ci separano dalla vetta vera e propria, è tardi e la discesa sappiamo essere complicata. Le tracce sulla normale portano tutte verso un canale che si porta addosso il poco rassicurante soprannome di “Accoppatoio” dove dovrebbero esserci delle soste per le calate in doppia; disarrampichiamo 30 metri e troviamo la prima calata, uno spit marcio traballante, lo battezziamo come buono e iniziamo le doppie; la seconda è su spuntone e fettuccia spelacchiata che sostituiamo con cordino nuovo e maglia rapida; la terza finalmente su uno spit bello nuovo. Siamo sul ghiacciaio, visibilità zero totale, mettiamo le ciaspole e partiamo , arriviamo a prendere l’ultimissima funivia disponibile, grazie a un po’ di intuito, alla provvidenziale traccia gps e alla benevolenza degli operatori degli impianti.

 

Bonus!

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Il segreto delle nostre prestazioni incredibili in alta quota!? La torta Pasticciotto! Ecco la ricetta:

Ingredienti:

Crema:
3 tuorli d’uovo
1/2 litro di latte
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai abbondanti di farina
buccia limone

Pasta:
1/2 kg di farina
250 g di burro
250 g di zucchero
4 tuorli d’uovo
1 uovo intero
buccia limone grattata

1)Preparare la crema. Si tratta di semplice crema pasticcera. a.Mischiare tuorli e zucchero. b.Aggiungere lentamente latte e farina. c.Aggiungere buccia limone intera. d.Fuoco lento in pentola dal fondo spesso. Girare costantemente con cucchiaio di legno fino a che non si rapprende. Fondamentale! Evitate di mangiarla tutta prima di averla usata per la torta.
Volendo è possibile a fine cottura aggiungere delle amarene… che notoriamente non piacciono a nessuno, quindi non fatelo!

2)Preparare la pasta. Si tratta di un tipo di pasta frolla. a. Mischiare farina, buccia di limone tritata, zucchero e burro preferibilmente su di un piano. b. Fare una sorta di montagnola con un buco al centro (vulcano?). c. Versare le uova al centro della montagnola e mischiare fino ad ottenere una palla appiccicaticcia. d. avvolgere la palla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigo per almeno 40 minuti.

3)a. Dividere la palla in due parti e riporne una nuovamente in frigo. b. Stendere una metà palla in una tortiera o simile precedentemente imburrata. Cercate di non lasciare buchi e di ottenere uno spessore omogeneo. Non sarà semplice ma almeno provateci. c. Versare la crema che non avete ancora mangiato. d. Prendete l’altra metà della palla e stendetela su di un foglio di carta forno. Può venire utile infarinare il tutto. Stenderla non sarà banale, aiutatevi con farina e mattarello. e. Rovesciare la pasta stesa sulla carta forno sulla tortiera a modo di “tappo”. f. Chiudere il tutto pressando i bordi, tagliando gli avanzi di pasta e tappando eventuali buchi.

4)Infornare a 200 gradi C per una quarantina di minuti. Regolate temperatura e tempi a seconda del vostro forno e del recipiente utilizzato.

 

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