Traversata dei Lyskamm

Insieme a noi da Staffal salgono le nubi dense che non promettono niente di buono, al passo dei Salati piove e sulla funivia fino ad Indren i pochi alpinisti concordano sul fatto che le previsioni hanno sbagliato, la finestra di bel tempo non reggerà fino a domani pomeriggio, il maltempo è già arrivato, fine dei programmi, i nostri sguardi si incrociano in silenzio e speranzosi. Raggiungiamo rapidamente la Capanna Gnifetti, sotto i piedi un ghiacciaio irriconoscibile, secco e crepacciato come non l’abbiamo visto mai, sopra la testa il bianco di una nevicata intensa. Durante il pomeriggio controlliamo ossessivamente le previsioni che , nonostante tutto, continuano ad essere buone fino alle 14 del giorno dopo…

A cena ci confrontiamo con i nostri vicini di tavolo: regna il malumore: le condizioni non sono ottimali, ha smesso di nevicare ma domani il vento dovrebbe essere molto forte, non il massimo per una via di cresta, c’è delusione nell’aria , in tanti convergeranno sulla Capanna Margherita o sulle vette che superano i 4000 metri più prossime alla Gnifetti. Noi teniamo particolarmente a questa gita e quindi decidiamo comunque di alzarci presto e di arrivare il colle del Lys, valuteremo lassù cosa fare. Siamo determinati e non patiamo la quota. Poche ore di sonno agitato, l’incertezza e la preoccupazione non funzionano esattamente da calmanti e quando alle 3 suona la sveglia di Giorgio siamo quasi felici. Scendiamo in sala pranzo e notiamo che diversi ospiti hanno già fatto colazione, almeno troveremo la traccia, pensiamo bevendo il the. Alle 4 in punto usciamo e, come se fosse sempre la prima volta, ci blocchiamo in silenzio: la stellata clamorosa e i paesi illuminati laggiù in basso meritano qualche secondo di contemplazione, poi ci guardiamo, un cenno del capo e partiamo decisi. Ci scopriamo veloci sul ghiacciaio, superiamo le cordate partite prima di noi e , prestando grandissima attenzione alle voragini, in circa un ora e mezza siamo al colle del Lys, soli. Il tempo è cristallino , il vento non è più forte del solito in questo punto, ci sentiamo bene e allora, per la prima volta da quando veniamo da queste parti invece di proseguire o girare a destra, tracciamo decisi verso sinistra, davanti a noi la cresta affilatissima che porta al Lyskamm orientale. Superiamo la terminale senza troppi problemi e, sorpresi e un po’ spaventati, non troviamo la traccia, sappiamo benissimo da dove si deve passare ma la nevicata di ieri e il vento di questa notte hanno coperto tutto, ormai siamo in ballo e decidiamo di ballare fino in fondo, concentratissimi, spaventati ed adrenalinici raggiungiamo la cima del Lyskamm orientale dopo un paio di semplici passaggi di misto. Ci abbracciamo e beviamo qualcosa ma ripartiamo rapidi (non prima però di esserci gustati il panorama strepitoso), non vogliamo che i tempo cambi o che si alzi il vento; sempre molto concentrati traversiamo e superiamo le roccette circondati da un vuoto che si fa percepibile, bellissimo e terrificante; in prossimità del Lyskamm Occidentale alcune folate ci costringono ad inginocchiarci. Vuoto, roccia, ghiaccio, neve, vento. Alle nostre spalle alcune cordate iniziano a risalire il primo pendio verso L’Orientale, noi ci rendiamo conto che siamo quasi fuori dai guai. Su questa cima incontriamo i primi esseri umani in questa giornata (ad eccezione delle cordate superate sotto il colle de Lys con le quali, però , non abbiamo scambiato più che un “ciao” e “grazie”). Una guida con un cliente ci dice che da quel punto al Quintino Sella hanno tracciato, ci ringraziano tantissimo di aver ri-tracciato la parte restante della traversata, compresi i passi più delicati ed esposti. Ancora qualche passaggio “psico” a scendere dall’Occidentale verso il colle Felik e finalmente troviamo una bella traccia che ci porta verso il rifugio, allora ci fermiamo, realizziamo cosa abbiamo appena fatto e ci abbracciamo forte, felici di quella felicità che provi solo in montagna.

“Bravo”

“Bravo te”

 

Ci sono giorni, ci sono gite,

in cui il tuo compagno di cordata è molto di più che un Compagno, un amico o un fratello. Ci sono giorni in cui dall’altra parte della corda c’è un pezzo di te, 4 gambe, 48 punte dei ramponi che mordono, 2 picche che devono entrare dolci e rassicuranti al primo colpo, 2 cervelli che entrano in sintonia e lavorano come fossero uno. Non c’è possibilità di di sbagliare, un unico, piccolo o piccolissimo errore, porta entrambi giù.

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