Gita sociale al Monte Rama e via Zunino

Partenza alle 9 da piazza Dante per il variegato gruppo caz. La giornata prevede attività per tutti i gusti, dalla camminata all’arrampicata passando per la focaccia e i panini al salame in riva al fiume!

La partecipazione è varia e così composta: 17 umani grandi, uno piccino e 3 quadrupedi.
Come una carovana circense raggiungiamo le alture di Cogoleto. E’ ormai evidente che una volta giunti a Lerca il senso dell’orientamento viene meno e, finalmente, dopo 3 tentativi e improbabili inversioni imbocchiamo la strada giusta!
Il sentiero che porta al monte Rama è già da sé una meravigliosa passeggiata e sotto il sole sempre più cocente il rumore del torrente, che si fa sempre più vicino, assomiglia a un dolce e fresco miraggio da raggiungere quanto prima possibile.
Giunti alla spiaggetta poco sotto l’attacco della via, c’è chi prosegue verso la cima dell’Argentea, chi controlla l’attrezzatura e indossa l’imbrago e chi, e qui c’è un po’ d’invidia, indossa il costume da bagno.
Tre cordate e la presentissima assenza di una consistente parte del caz, che il caso vuole sia proprio quella parte che generalmente sale da prima, si apprestano ad attaccare la via. Ormai è andata, anche la più pavida cazzara (dopo giornate di dubbi, perplessità e scuse varie accampate per aria) si trova a portare su l’ultima cordata.
La via è effettivamente piuttosto semplice, quasi tutta di 3° e non si supera mai il 4° grado. Il paesaggio che si ammira tutto attorno è già dal secondo tiro da lasciare senza fiato e le soste assomigliano più a piazzole da camper che a disgustosi terrazzini sospesi, perfette per chiacchiere, foto e paglie.
Si sale senza intoppi e aiutati dal costante vento che ci fa dimenticare il caldo ormai estivo patito sull’avvicinamento.
[Ovviamente però il vento porta un piccolo inconveniente: ti fa strillare come un’aquila agonizzante per comunicare con i tuoi compagni di cordata. E comunque non ti sentono. Oltre ad essere uno sport pericoloso, diciamolo, è pure uno sport decisamente rumoroso.]
Superato l’ultimo tiro sulla meravigliosa e panoramica cresta ci caliamo per una breve doppia. Con calma eh! Perchè se le soste precedenti parevano piazze d’armi, l’ultima è decisamente troppo piccina per ospitarci tutti.
Per alcuni è la prima volta. E la prima volta, si sa, non si scorda mai! Ma non c’è paura, niente panico e tutti bravissimi.
Il ritorno al fiume pare nuovamente un miraggio, ci attendono i compagni rimasti a lavorare duramente alla tintarella primaverile e quelli tornati troppo presto dalla camminata (a causa dell’inesistenza del sentiero che porta all’Argentea mangiato via da una frana), ma sopratutto finalmente si mangia!
Urge scendere verso le auto e segnatamente verso delle birrette. Di fronte alle birrette in compagnia del caz perfino le cene di famiglia riescono a passare in secondo piano ed essere rimandate.
Bravi tutti, ma soprattutto bravi Luisa e Cicci che di voglia di andare da primi ne hanno come di buttarsi dalle scale con le mani legate dietro la schiena!

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